Il Crocifisso
Ultimo motivo di contemplazione è la figura stilizzata del Cristo risorto posto in alto, sull’altare centrale. La stilizzazione dice anzitutto la relativa possibilità di raffigurare la risurrezione. Tanti artisti l’hanno fatto, è vero, anche con buoni risultati, ma comunque sempre insufficienti.
La risurrezione è l’obiettivo della vita cristiana ed è un atto essenziale di fede; il sogno o anche solo il desiderio confuso, carico di speranza, di raggiungere quel Gesù risorto.
Ma può indicare anche il rifiuto che si avverte di fronte all’assurdo della morte, in una vita che si decompone nel nulla. La vita per un credente in Gesù risorto assomiglia a una specie di puzzle, che prende forma tassello dopo tassello, secondo una certa collocazione nello schema prestabilito. Gesù risorto è il richiamo della nostra vita e la fede ci dice che lo vedremo così come egli è.
Gli apostoli, senza Gesù, rimangono chiusi nel cenacolo per lo spavento, ma avvertono il filtrare di voci sconnesse e incontrollate che affermano Gesù risorto. Pietro e Giovanni corrono al sepolcro. Vi entrano e non trovano il suo corpo, ma solo in un canto vedono il sudario piegato, quasi la copertina dell’ultima pagina di un libro. Una figura luminosa seduta sul sepolcro grida esultante: “E’ risorto. Venite a vedere il luogo dove era deposto (il sepolcro delle sconfitte, del pianto, della disperazione, dei tradimenti, delle guerre, delle violenze, delle vendette, dei peccati, della morte, dell’uomo che ha decomposto la propria identità).”
Sopra di esso trionfa una vita che è nutrita delle gioie sincere, delle virtù faticose ma inebrianti, dell’amore ricambiato ma anche riscoperto, del sacrificio spesso poco riconosciuto ma disinteressato, della fedeltà anche se non sempre corrisposta, della speranza che ha la certezza di non morire, di una vita che ha trovato la sua ragion d’essere nella fede di Gesù, il Figlio di Dio che ha detto: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Presto andate a dire ai suoi discepoli: E’ risuscitato dai morti e ora vi precede in Galilea. Là lo vedrete. Ecco io ve l’ho detto”! (Mt.28,5-8)
In Te Domine speravi, non confundar in aeternum.
In Te Signore ho sperato, non sarò confuso in eterno.